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    • Il podio mondiale Chiara Poletto si racconta a Kartcafe

      Storia della bella e brava driver di Pordenone: pochi mezzi, ma tanta testa, tanto piede, tanta semplicità e tanta determinazione. Ecco i segreti della ragazza più veloce del mondo.

      E stata la notizia dell’estate 2010.
      La diciottenne Chiara Poletto è salita sul tetto del mondo conquistando ad Alcaniz - nel nuovissimo e prestigioso circuito di Aragona, che la prossima settimana ospiterà anche la MotoGP - un prestigiosissimo podio nella seconda tappa del Mondiale Karting FIA “Under 18”.

      La bella e brava driver pordenonese si è infatti tolta la soddisfazione di salire sul gradino più basso del podio, regolando avversari del calibro di Jordan Chamberlain, vincitore lo scorso anno del titolo continentale nella KF2 e Jake Dennis, dominatore della tappa di apertura di Wackesdorf e secondo nel 2009 nella Coppa del Mondo KF3.
      Ma è stata la sua straordinaria e perfetta gara che ha impressionato tutti, avendo dimostrato - oltre che di essere velocissima - una grinta, una determinazione, un’intelligenza di gara ed di aver quindi raggiunto una maturità assolutamente degne di un vero campione. Ventesima in qualifica, si è ritrovata 28° al via della prefinale a causa di alcune difficoltà nelle manches; ma la determinata e veloce portacolori del Karting Indoor Pordenone non si è persa d’animo e nella giornata di domenica ha costruito il suo capolavoro. Brava nelle due prefinali a risalire la china, la Poletto - accompagnata dal suo meccanico di fiducia Mauro Bertolami, che ha azzeccato un assetto perfetto per la finale, nonché da una delle ‘menti’ del karting nazionale e nostrano, l’ex ‘federale’ avv. Alessandro Da Re - si è guadagnata la quarta fila della finalissima che la ha vista lottare nel gruppetto di testa e concludere al terzo posto a soli quattro decimi dal vincitore, il britannico Adam Stirling.

      Ed ora la velocissima pilota pordenonese, che si è anche fatta apprezzare in tutto il circus mondiale nonché nella Championkart per la sua simpatia ed umiltà, spesso inconsuete nel mondo delle corse, si racconta a Kartcafè.

      - Chiara, cosa ci racconti di questa meravigliosa esperienza in terra spagnola ?
      E’ stata una gara davvero dura, ma sono felicissima di questo fantastico risultato, che - dopo tante sfortune - mi ripaga di tanti sacrifici, e dimostra che anche senza tanti mezzi economici ma con tanta determinazione si può arrivare sul tetto del mondo ! Ci tengo innanzitutto a ringraziare di cuore mio papà Patrick, la mia famiglia con i nonni in testa, Mauro Bertolami, Alessandro Da Re nonché tutto il Karting Indoor Pn, la Parolin Racing Kart e lo sponsor Pharmera per l’incredibile sostegno e supporto che mi hanno dato e per aver sempre creduto in me.
      Non riesco poi a descrivere le emozioni che ho provato al traguardo e poi dopo sul podio ed in conferenza stampa. Incredibili… un sogno che si è realizzato !

      - La tua gara però non è iniziata nel modo migliore, con un inconveniente tecnico nelle manche. Come hai costruito questa incredibile rimonta ?
      Ormai sono abituata alle gare difficili. Tutta la mia storia sportiva è fatta di gare difficili.
      Visto che la prima manche era andata male, in quelle successive ho cercato di costruire l’ingresso in finale - che era l’obiettivo minimo - stando molto attenta a non farmi coinvolgere in incidenti di gara, soprattutto in partenza. Il Mondiale è una gara lunghissima in cui conta soprattutto la Finale: meglio perdere qualche posizione in partenza o tentare un sorpasso azzardato in meno che finire fuori.
      Sapevo poi che il meccanismo delle due prefinali a griglie invertite mi avrebbe consentito di risalire in griglia, ed ho sfruttato al meglio questa possibilità, guadagnando una decina di posizioni nella prefinale in cui partivo dietro e mantenendo la mia posizione in quella in cui partivo davanti.
      Dopodiché in finale - partendo dalla quarta fila, e raggiunto l’obiettivo minimo - mi sono giocata subito il tutto per tutto. Ho guadagnato già al primo giro il terzo posto e così ho potuto da un lato tirarmi fuori dalla bagarre che c’era nelle posizioni dietro, e dall’altro restare incollata a Stirling e Suninen.
      All’ultimo giro, quando Stirling ha sopravanzato Suninen avrei forse potuto osare di più e - da terzo incomodo - portarmi a casa il primo posto. Ma ho preferito conservare un risultato già di per sé straordinario piuttosto che gettarlo all’aria per una ‘guerriglia’ alle ultime curve.
      Fino al traguardo ho corso con il cuore in gola sperando che il mio mezzo non mi abbandonasse !

      - Quando hai iniziato a correre e qual è stata la tua ‘storia’ sportiva ?
      Come molti ho iniziato giovanissima, a 6 anni.
      Mi sono avvicinata al kart grazie ai corsi che si svolgevano nel Karting Indoor Pordenone, al tempo gestito da Mauro Bertolami (che da anni mi segue da meccanico in tutte le competizioni più importanti) e che ora - strano il destino vero ?!? - è di mio padre.
      Il Karting Indoor Pordenone è sempre stato una fucina di talenti. Da quei corsi - dai quali poi Alessandro Da Re ha preso spunto per l’istituzione delle Scuole Karting Riconosciute dalla Federazione - sono usciti anche Mario Turchetto (Campione Italiano Junior nel 2006), Nicola De Marco (già in Formula Azzurra e oggi in Formula 2), Stefano Carlet (che ha corso in Formula Azzurra e poi Formula Monza), Davide De Marco (che oggi corre in KF3), Lorenzo Travisanutto (oggi secondo in 60 Mini nell’Open Masters), e tanti altri talenti.
      Il circuito indoor di Pordenone è sempre stato un luogo dove si respira tanta passione, tanta amicizia e dove si sono sviluppate sempre un sacco di idee positive per il karting. Inoltre, a due passi da casa, ci si può allenare duramente, e senza annoiarsi andando in palestra.
      Ho quindi iniziato a correre nella Babykart, e poi ho fatto tutta la trafila fino alla Junior, con pochissimi mezzi e grazie agli sforzi di mio padre che mi ha sempre seguito in pista.
      Ho fatto tanta gavetta - da soli io e mio padre, senza team ufficiali, preparatori o telaisti di sorta - nelle gare del Nordest, un campionato durissimo, con un livello altissimo e con piste di vecchia concezione - come quella di Jesolo - che sono delle vere e proprie enciclopedie per chi vuole imparare a guidare. In quel campionato ho ottenuto sempre ottimi risultati, e grazie ad essi ho partecipato più volte alla Coppa FIK a squadre regionali.

      - Molti ricordano anche una Tua prestazione ‘monstre’ al Campionato Italiano Junior del 2007 a Sarno, che poi ti consentì di fare il grande salto in KF2 come pilota ufficiale Spirit, giusto ?
      Sì. Anche quel Campionato fu l’emblema delle mie gare… sempre in salita !
      Arrivai giovedì a Sarno, pista che non avevo mai visto: prendevo 2 secondi al giro !
      Con calma Mauro e mio papà dai paddock ed Alessandro dalle tribune mi corressero gli errori e riuscimmo a sviluppare un assetto - del mio fedele telaio Parolin - fantastico. Stampai il miglior tempo di tutte le manche, che poi rimase il miglior tempo di tutto il weekend.
      Ma la sfortuna è sempre stata mia compagna, ed in una delle manche ebbi un inconveniente al carburatore. Fui costretta a fare i recuperi e mi guadagnai la finale, in cui partii trentaduesima. In finale, con una bella rimonta e girando con gli stessi tempi del vincitore chiusi poi settima.
      Grazie anche a quello che avevo fatto vedere, riuscii ad approdare in Spirit assieme a Mario Turchetto e partecipai così l’anno successivo alle prime gare del WSK.

      - E come fu il grande salto in una competizione importante come il WSK ?
      Il 2008 non è stata una grande stagione sotto il profilo dei risultati sportivi, ma è comunque stata importantissima nella mia maturazione personale e come pilota.
      Non fu innanzitutto facile adattarsi ai regimi dei motori KF e - soprattutto - a correre con così tanta gomma in pista. Inoltre, quello fu l’anno in cui esplose il caso delle frizioni ‘speciali’ - di cui io non disponevo - e che ti potevano far guadagnare anche un secondo al giro.
      Ero poi in un momento particolare della mia adolescenza ed ero molto introversa, e forse ho vissuto quelle gare così importanti con troppa pressione emotiva.
      Ripeto però che fu un’esperienza importantissima. Ho imparato a gestire la coppia dei nuovi motori e la tanta gomma in pista. Ho imparato a sentire ancor meglio il telaio, a discuterne con i miei meccanici ed a capire quali soluzioni di assetto adottare. Inoltre, anche grazie alla pazienza degli immancabili Mauro ed Alessandro - che mi hanno sempre stimolata a reagire - sono maturata ed ho imparato ad essere più estroversa e ad incanalare nella giusta direzione la mia grinta e determinazione.
      Non sarei quella che sono oggi senza quella difficile stagione.

      - Nel 2009 il ritorno alle corse con la Championkart. Ma anche qui, ci sembra, la fortuna non ti ha assistito…
      Come vi ho detto, non ho mai avuto molti mezzi a disposizione per correre. Nel frattempo la scuola mi impegnava sempre di più [a proposito: la bella e brava Chiara ha appena preso, con ottimi voti, la maturità al Liceo Artistico - N.d.r.]. Con Albino Parolin abbiamo sempre avuto ottimi rapporti, io ho sempre corso con i suoi telai. Così, per puro divertimento ed a campionato già iniziato, ho iniziato a gareggiare nella Championkart Senior che - con poco impegno di tempo ed a costi contenuti - mi consentiva di sfogarmi in quella che è una passione di cui comunque non riesco a fare a meno.
      Senonchè i risultati - grazie anche all’esperienza dell’anno precedente - sono arrivati subito, compresa una vittoria a Cervia, pista che non avevo mai visto prima. E mi sono trovata così a lottare per il campionato con i vari Gaburri, Alfieri, Favaro e Pilotto, ecc..
      Alla penultima gara di Precenicco partivo in prima fila ed ero velocissima.. Con una vittoria avrei ipotecato il campionato, nel mentre non mi potevo permettere risultati balordi perché - avendo saltato le prime gare - non avevo punteggi da scartare. Al primo giro però si ruppe il seiger che blocca il nottolino del filo dell’acceleratore sull’albero del carburatore. Una stupidaggine, un pezzo che costerà pochi centesimi di euro. Fu una delusione enorme. In campionato finii poi seconda a pari punti con Alfieri (ma terza, perché lui aveva migliori risultati) e dietro al vincitore Gaburri.
      Con loro però è stata davvero una bella lotta !

      - Nel 2010 il passaggio alla Super-Champion con i motori FIM, quelli che si usano nel Mondiale Under 18. Come sono questi motori ?
      Devo dire che Albino Parolin e la FIM hanno fatto un lavoro straordinario. In pochi mesi hanno messo in pista un motore che non ha nulla da invidiare ai KF e che sotto il profilo dell’affidabilità si è rivelato - e le prove del Mondiale Accademia ed Under 18 sono lì a dimostrarlo - indistruttibile.
      Niente da dire anche sulla parità di prestazioni. Io ne ho provati moltissimi, ho dato una grossa mano - soprattutto all’inizio nelle prime gare della SuperChampion - allo sviluppo delle carburazioni, ecc., spesso mi hanno sostituito i motori anche durante le gare ed anche senza dirmelo, ed ho sempre mantenuto una certa uniformità di prestazioni.
      Personalmente, poi, mi sono trovata subito a mio agio con il FIM, e questo è stato uno dei motivi per cui - anche su spinta della Parolin - ho deciso di rimettermi in gioco e di partecipare al Mondiale Under 18.

      - Cosa pensi della nuova strada intrapresa dalla CIK con il Mondiale Under 18 ?
      La strada è decisamente quella giusta e la manifestazione è stupenda.
      Grazie alla formula della limitazione degli accessori dei telai, del motore unico a sorteggio completamente piombato, della fornitura degli spazi tenda, ecc. chiunque senza tanti mezzi può partecipare e pensare di vincere.
      Niente più grandi team, niente cifre iperboliche per partecipare ad una gara. Si pensi solo che il grosso del budget è costituito dalle trasferte e non - come nelle competizioni tradizionali - dall’assistenza, dal costo di telaisti, motoristi, ecc..
      Io Alcaniz non l’avevo mai vista prima, non sto andando a provare quasi mai (faccio solo le gare della SuperChampion), eppure sono riuscita ad andare sul podio !
      E poi tanta tanta sportività. Bella anche l’idea delle tende tutte uguali fornite dalla CIK, perché dà l’impressione di un Mondiale in cui tutti partono dalle stesse condizioni tecniche. Si è poi creato un bel gruppo anche tra noi piloti italiani, tra i meccanici, i genitori e gli accompagnatori. Molto bello, davvero !

      - E’ vero che tu non vai quasi mai a provare, sia per la Under 18 che per la Super-Champion, campionato che nel 2010 tra l’altro hai già matematicamente vinto ? E come si spiegano i tuoi fantastici risultati ?
      Sì è vero. Non ne ho tempo, e neppure possibilità. In tutto il 2010 per la SuperChampion non ho mai provato: arrivo in pista il sabato per la gara e sfrutto al meglio i turni di prove libere. Per la Under 18 sono andata in pista solo una volta prima della prova di Wackesdorf per riprendere confidenza con il telaio Parolin, che non guidavo dal 2007.
      Ma sostanzialmente lo stesso ho fatto l’anno scorso con la Senior Championkart..
      I risultati arrivano anche grazie alla formula delle limitazioni degli accessori dei telai: le variabili sono molto meno e - se hai un po’ di esperienza - riesci a trovare subito il giusto feeling con il telaio. I motori poi sono tutti uguali di prestazioni, e quindi ciò che conta - alla fine - è solo il piede. Se sai andare forte o no. Se sai gestire una gara o no.
      Ed è questo il bello della Championkart e della Under 18: puoi gareggiare e vincere lo stesso.

      - Chiudiamo con una domanda inevitabile. Sei una ragazza, e pure carina. Com’è stare nei paddock e gareggiare in uno sport che è praticato soprattutto dai maschietti ?
      Non mi sono mai posta grossi problemi. Certo, inizialmente i miei “colleghi” mi guardavano più come ragazza che non come pilota... ehehehe.. ma penso che sia anche naturale. Però poi, appena nei primi turni di prove e poi in gara cominci a sparare temponi ed a metterli dietro, arriva anche il rispetto come pilota, e l’essere maschi o femmine per quasi tutti non conta più. Alcuni però, pochi per fortuna, un po’ ‘rosicano’ lo stesso e comunque ti continuano a guardare dall’alto in basso. Problema loro, io vado per la mia strada
      Anche perché - aggiungiamo noi - poi in pista sono dietro. ;-)
      Kartcafe ringrazia Chiara per la disponibilita' e la simpatia, l'Avv. Alessandro Da Re per la brillante collaborazione e tutti coloro che ci sostengono in queste iniziative.
      This article was originally published in forum thread: Il podio mondiale Chiara Poletto si racconta a Kartcafe started by KARTCAFE STAFF View original post
      Comments 7 Comments
      1. Andrea72's Avatar
        Andrea72 -
      1. Vècio Delegato FVG's Avatar
        Vècio Delegato FVG -
        che dire..... grassie grassie a Chiaretta e grasse a VOI !!!!!!!!!!!!!!!!!

      1. Spauracchio!'s Avatar
        Spauracchio! -
        Bellissimo, son senza parole!
      1. burger's Avatar
        burger -
        Io la conosco! Io la conosco!!
      1. Big Chain's Avatar
        Big Chain -
        Eh già....la nostra Chiaretta si è fatta proprio notare!!!!
      1. marcorex's Avatar
        marcorex -
        brava!!!
      1. quasiprimo's Avatar
        quasiprimo -
        come si suol dire una che ha le palleeeee